Concorso Dirigenti Scolastici – parere CSPI

PARERE CSPI DIR SCOL

Il CSPI, nell’adunanza del 13 luglio u.s., ha espresso il previsto parere sullo  Schema di Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, rafforzando e confermando,  con le integrazioni e le modifiche proposte, quanto già  decisamente evidenziato dalla delegazione  SNALS-Confsal,  e da FLC-CGIL, CISL e UIL nei precedenti incontri con l’Amministrazione.

In particolare il CSPI evidenzia:

  • La necessità di bandire in tempi brevi il concorso per dirigenti scolastici, indispensabile per assicurare la funzionalità e lo sviluppo delle scuole autonome pubbliche statali. Le scuole prive di dirigente scolastico per le carenze di organico nel corrente anno scolastico, oltre le 385 sottodimensionate, sono 741 su 8.114;
  • l’utilità che,  in prima applicazione del regolamento, data l’emergenza rappresentata dalle numerose vacanze di organico, il corso di formazione sia concentrato in due mesi in presenza e che i quattro mesi di tirocinio siano integrati da momenti di approfondimento a distanza;
  • l’opportunità di  ampliare il numero dei candidati ammessi alla prova scritta  da 3 volte come propone la bozza di Regolamento a 4 volte il numero dei posti messi a concorso, e se possibile portare il numero dei candidati ammessi al corso di formazione dal 20% al 30% in più rispetto al numero dei posti determinati;
  • un proporzionale aumento del numero dei candidati ammessi al corso di formazione passando dal 20% al 30% in più per garantire la copertura dei posti che si renderanno vacanti nei 3 anni successivi;
  • di consentire la partecipazione al concorso a docenti con servizio prestato non inferiore a sessanta mesi, anche non continuativi, incluso quello svolto con contratti a tempo determinato, ovvero 5 anni di servizio ciascuno dei quali riconoscibile ai sensi della vigente normativa in materia di ricostruzione di carriera;
  • l’ammissione di 4 volte i posti disponibili per il corso di formazione allo scopo di ampliare la partecipazione alle prove successive e poter realizzare una verifica più approfondita su un numero più ampio di candidati;
  • relativamente al test preselettivo di raddoppiare il numero dei quesiti in relazione alla possibilità di verificare con uno spettro più ampio di domande la preparazione dei candidati, garantendo un tempo idoneo ed adeguando i punteggi;
  • che la prova preselettiva debba svolgersi in un’unica sessione e qualora ciò si rivelasse impossibile, garantire il rispetto dello stesso protocollo di somministrazione su tutto il territorio nazionale e l’equivalenza misuratoria delle prove;
  • la necessità di correggere il peso dei punteggi limitatamente alla conoscenza dell’informatica e della lingua straniera in modo tale da equilibrarne i diversi pesi nell’economia generale della valutazione;
  • di dover garantire uniformità di trattamento a livello nazionale e la necessaria trasparenza nei confronti dei candidati, rendendo pubblici i quadri di riferimento sulla base dei quali verranno costruite e valutate tutte le prove d’esame;
  • di consentire ai docenti eletti RSU di poter far parte delle commissioni esaminatrici  in quanto le RSU delle istituzioni scolastiche non sono equiparabili alle rappresentanze sindacali;
  • di prevedere per i docenti ammessi  il semiesonero dal servizio ma qualora fossero assegnati all’organico potenziato e costituire una dotazione eccedente  rispetto ai posti spettanti alla scuola;
  • la necessità di garantire un mix equilibrato tra titoli culturali e professionali evitando che il punteggio totale di 30 punti tra titoli culturali e professionali possa essere raggiunto col possesso di titoli in una sola delle due tipologie;
  • una revisione dei punteggi in modo da valorizzare le esperienze di gestione della scuola e ridefinire il valore di alcuni titoli culturali e  professionali che hanno bassa significatività rispetto all’attività del dirigente scolastico.
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